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Gariga
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Col termine di mwbqgarìga, di origine mwbgprovenzale,cite-ref-1[1] si intendono due diverse associazioni fitoclimatiche: mwcwgariga montana e mwdagariga costiera o gariga propriamente detta.

Contents

Note

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Gariga costiera

Le garighe costiere sono tipiche formazioni cespugliose discontinue che si estendono su suolo involuto, sabbioso o ricco di mwgaroccia affiorante, a matrice generalmente mwgqcalcarea (ma non sono esclusi insediamenti, con caratteristiche peculiari, su substrati mwggsiliceicite-ref-2[2]), in un ambiente caratterizzato da elevate luminosità, temperatura e aridità. È costituita da mwhwarbusti bassi e mwiafrutici che raggiungono al massimo 1-1,5 metri, ma in genere sono inferiori ai 50mwiq cm. È nota con i termini di mwigtomillar in mwiwSpagna (in genere usato al plurale, mwjatomillarescite-ref-3[3]), mwkqgarrigue in mwkgFrancia, mwkwmato in mwlaPortogallocite-ref-4[4], mwmqphrygana in mwmgGrecia e nei mwmwBalcani, mwnabatha in mwnqPalestina. La mwngpiovosità è concentrata per lo più nei mesi invernali.

Pur trattandosi di un'associazione fitoclimatica caratteristica e molto diffusa nell'ambiente mediterraneo, nella maggior parte dei casi la gariga costiera non è assimilabile ad un mwoaclimax: di solito è una formazione floristica secondaria e rappresenta uno stadio involutivo derivato dalla degradazione delle mwoqmacchie in seguito ai seguenti fattori:

• aridità
• rocciosità del suolo
• erosione del suolo;
• pascolo con carichi eccessivi;
• incendi;
• disboscamento.

La gariga è il penultimo stadio involutivo delle associazioni fitoclimatiche e si colloca fra la macchia xerofila dell'mwqgOleo-ceratonion e la mwqwsteppa, perciò la sua diffusione può essere indice della mwradesertificazione in ambiente mediterraneo.

La gariga può essere facilmente confusa con la mwrgmacchia bassa, dalla quale, oltre a differire sensibilmente per la composizione floristica,cite-ref-5[5] si distingue anche per le diverse tonalità di verde: appare glaucescente e tendente al grigio. Alcune formazioni a gariga possono avere un aspetto suggestivo in alcuni periodi dell'anno in occasione della fioritura di determinate specie, se il loro grado di copertura è significativo. In questi casi la tonalità si ravviva con il colore azzurro-violaceo nelle formazioni ricche di mwswrosmarino, violaceo in quelle ricche di mwtamwtqLavandula stoechas, giallo in quelle ricche di elicriso o di arbusti dei generi mwtgmwtwGenista e mwuamwuqCalicotome. Per gran parte dell'anno, però, la gariga appare paesaggisticamente desolata, specie quando si estende su grandi superfici; nella stagione arida, poi, esibisce un tipico aspetto "bruciato", dovuto al disseccarsi delle foglie. Una caratteristica tipica della gariga è l'intenso profumo emanato dalle numerose mwugspecie aromatiche presenti, riconducibili alle mwuwfamiglie delle mwvaLabiatae e delle mwvqAsteraceae; le loro foglie, già piccole, coriacee e aromatiche per difendersi dall'aridità, in estate appaiono spesso "stropicciate", un ulteriore espediente adottato per ridurre la superficie mwvgtraspirante.

La composizione floristica vede una spiccata rappresentanza delle mwwaLabiate, cui si aggiungono altre famiglie vegetali che annoverano specie particolarmente adatte alla sopravvivenza ai fattori di gariga, come mwwqLeguminose, mwwgEuforbiacee, mwwwTimeleacee, mwxaOrchidacee, mwxqLiliacee e le già citate mwxgAsteracee (mwxwmwyaCompositae). La vegetazione erbacea è rappresentata soprattutto da piante annuali, molte ad mwyqhabitus spinoso, mwygterofite e connotate da un ciclo biologico molto breve, al termine del quale, non oltre la fine della primavera, rilasciano sul terreno i propri semi; non mancano comunque le perenni, rappresentate da mwywgeofite, che si avvalgono degli organi quiescenti e delle riserve accumulate nei loro mwzabulbi, mwzqtuberi e mwzgrizomi, per un rapido ciclo biologico di accrescimento nelle stagioni più umide (autunno o primavera).

Gariga montana

In apparenza ha molte analogie con la gariga costiera, ma in realtà è un'associazione climatica che potremmo considerare primaria e, dunque, allo stadio di mwaqclimax. Questa formazione si estende nell'orizzonte montano, oltre il limite dell'areale della vegetazione arborea, e la sua presenza è determinata dalle condizioni pedoclimatiche sfavorevoli. La vegetazione è rappresentata tipicamente da formazioni arbustive nane, discontinue, spesso modellate a pulvino a causa del vento. Dove le condizioni pedoclimatiche diventano proibitive la gariga montana cede il passo alla mwagsteppa mediterraneo-montana.

Il clima è rigido nei mesi invernali e siccitoso in quelli estivi ed è caratterizzato da frequenti venti dominanti. La piovosità annua è di 1000–1200mwba mm con un periodo di siccità che va dalla tarda primavera all'autunno inoltrato. In Sardegna queste condizioni si verificano mediamente oltre i 1100 metri d'altitudine, in corrispondenza delle cime dei principali massicci montuosi.

L'ambiente mwbgpedologico è caratterizzato da suoli a matrice calcarea o, più frequente in Sardegna, granitica. Hanno una scarsa potenza, denotata dalla presenza di rocciosità affiorante, e tessitura grossolana.

L'ambiente particolare e l'isolamento geografico delle garighe montane in Sardegna e Corsica hanno creato le condizioni per la presenza di un elevato numero di mwcaendemismi.

Tipologie

All'interno della descrizione generale si registra una notevole variabilità di manifestazioni e di stati intermedi, in funzione delle differenti caratteristiche climatiche, della variabilità mwcwpedologica del sostrato, della più o meno completa ablazione degli mwdastrati umiferi e, in generale, delle diverse intensità con cui si esprimono quei fattori di disturbo precedentemente elencati. Quale elemento di diversificazione non va nemmeno trascurata la diversa capacità, esibita da alcuni mwdqgeneri, nel far fronte ai fattori di disturbo; così alcuni generi sono in grado di opporre una risposta più efficace all'azione del pascolo mediante repulsione chimica (mwdgmwdwCistus o mweamweqEuphorbia) o fisica (arbusti molto spinosi del genere mwegmwewCarlina o mwfamwfqEryngium).

Pur all'interno di una simile varietà di espressioni, si riconoscono tipologie ricorrenti che possono offrire interessanti esempi delle diverse comunità di gariga. Nella scarna elencazione che segue, puramente esemplificativa e suscettibile di ampliamento, le denominazioni sono attribuite, secondo l'uso, facendo riferimento ai mwfwgeneri o alle mwgaspecie dominanti:

• gariga a mwgwQuercus coccifera
• gariga a mwhqcisti
• gariga ad mwhweuforbie
• gariga a mwiqelicriso
• gariga a mwiwginestra
• gariga a mwjqefedre
• gariga ad mwjwasfodeli
• gariga a mwkqrosmarino
• gariga a mwkwtimo
• gariga a mwlqlavanda
• gariga a mwlwsalvia
• gariga a mwmqpalma nana

La phrygana del paesaggio greco

Una forma di gariga bassa, che prende il nome di mwnqphrygana,cite-ref-6[6] costituisce un elemento tipico del paesaggio greco e cipriota. Si tratta di una copertura di arbusti bassi e rarefatti, dalle forme globulari, che si estende su ampie regioni dell'mwogAttica, dell'mwowArgolide, di mwpaCreta e delle mwpqisole Cicladi. La secolare pressione del pascolo ne condiziona la composizione, facendovi prevalere forme arbustive spinose: mwpgSarcopoterium spinosum, mwqamwqqCalicotome villosa, mwqgEuphorbia acanthothamno, mwraGenista acanthoclada. Accanto a queste prospera però una grande varietà di piante aromatiche, come mwrgmwrwOriganum vulgare, mwsamwsqSatureja thymbra, mwsgmwswThymus vulgaris, mwtamwtqLavandula spp., inframezzata a una ricca rappresentanza di oltre 200 varietà erbacee, per lo più bulbose (oltre 200 specie) dalla rapida fioritura primaverile, tra cui lmwtg'mwtwmwuaUrginea maritima, gli mwuqzafferani, gli mwugasfodeli, le mwuwmuscarie.

Endemismi

Un aspetto interessante delle formazioni a gariga sono gli mwvgendemismi. Nella gariga costiera di alcune stazioni in Sardegna trova spazio la mwvwmwwaCentaurea horrida, endemismo sardo considerato un fossile vivente. La sua presenza è ormai limitata a pochissime stazioni costiere, in alcune delle quali è seriamente minacciata dagli insediamenti antropici. Nella gariga montana il più rappresentativo è il mwwqmwwgThymus herba-barona, endemismo sardo-corso.

Specie rappresentative di formazioni a gariga

• mw4wAstragalus massiliensis
• mw5gmw5wGenista spp.
• mw7aHelichrysum microphyllum
• mw7wmw8aLavandula stoechas
• mw9qmw9gTeucrium spp.
• mw-amw-qThymelaea spp.
• mw-gmw-wThymus capitatus

Note

cite-note-11. Al di là del generico significato di mwaqcterra incolta, l'etimologia va più precisamente riferita al termine mwaqgoccitano per mwaqkmwaqoQuercus coccifera e va quindi intesa nel senso di mwaqsincolto a quercus coccifera.
cite-note-22. Pochi sono gli esempi esclusivi del substrato siliceo, specie in presenza di possibili adattamenti su rocce calcaree marnose o argillose o su cui si conservino ancora strati umiferi. Sono da menzionare alcune tipologie che si insediano indifferentemente su entrambi i supporti, quali le garighe a mwaq8mwaraelicrisi, mwaremwaricisti, mwarmmwarqlavanda, mwarumwaryasfodeli, mwarcmwargefedre, mwarkmwaroginestre. Esempi notevoli sono le garighe a mwarsGenista corsica del mwar0Gennargentu e a mwar4mwar8Genista ephedroides dei litorali sardi.
cite-note-33. Il termine spagnolo si riferisce, più in particolare, alla mwasmgariga a timo. Si segnala comunque la peculiarità di alcune terminologie, in particolare di quella spagnola, che prevede una grande varietà di denominazioni, ciascuna riferita a un tipo diverso.
cite-note-44. Si veda anche, al proposito, la voce mwascmwasgMatorral.
cite-note-55. È da sottolineare in particolare la ricchezza e la varietà floristica della mwaswgariga, spesso enormemente superiori a quelle della macchia, a causa della minore apertura e luminosità di quest'ultima.
cite-note-66. Da mwataphrýganon, antico termine greco il cui uso è attestato già in mwateTeofrasto ad indicare la copertura di arbusti bassi.

Bibliografia

• mwatuIgnazio Camarda, Franca Valsecchi, Piccoli arbusti liane e suffrutici spontanei della Sardegna, Sassari, Carlo Delfino Editore, 1990, ISBN 88-7138-011-8.
• mwatgManlio Chiappini, Guida alla flora pratica della Sardegna, Sassari, Carlo Delfino Editore, 1985.
• mwatoLuigi Fenaroli, Flora mediterranea, Giunti, 1985, pp. 24 e segg..
• mwatwOleg Polunin, Martin Walters, Guida alle vegetazioni d'Europa, Zanichelli, 1987, pp. 131 e segg., ISBN 88-08-03740-1.
• mwat8Valerio Giacomini, Luigi Fenaroli, Conosci l'Italia. La Flora, Touring club italiano, 1958, pp. 194-199.
• mwauiPatrick Blandin, La natura in Europa. Paesaggi, flora e fauna, L'Airone editrice, 1992, ISBN 88-7605-635-1.

Voci correlate

• mwauwMatorral

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) garigue, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.